Casella di testo:  IL BERMANI INCONTRA BEKI BEHAR, SOPRAVVISSUTA ALLA STRAGE DI MEINA.

 

Sabato 18 Febbraio con un secondo evento, riservato soprattutto agli allievi delle classi IV, il nostro Istituto ha voluto ricordare la Giornata della Memoria. 

Dopo 4 anni dal precedente incontro, Becky Behar, neo-cittadina trecatese ed ebrea sopravvissuta alla Strage di Meina, è tornata all’istituto Bermani, per incontrare gli allievi e offrire la sua atroce e toccante testimonianza, che nessuno potrà mai farle dimenticare. Infatti, come ci ha ripetuto durante la mattinata, ella è una dei pochi sopravvissuti della “strage dimenticata” perpetrata nel settembre del 1943 a Meina e in altre località del Lago Maggiore.

A soli 13 anni Becky ha trovato Casella di testo:  la forza e il coraggio di non perdere la speranza, vivendo  in uno dei periodi più tragici della storia mondiale e soprattutto più bui per la perdita di umanità.

56 furono le vittime innocenti-  donne, bambini, vecchi, famiglie intere tutte di religione ebraica-   sterminate in poco meno di un mese, frutto della folle ideologia nazista che pretendeva di applicare la “soluzione finale” a milioni di cittadini, rei soltanto di essere ebrei.

Mi ha colpito che Becky, appena adolescenziale, è stata capace di reagire senza abbattersi di fronte al terrore di quegli anni, che i nazisti sono stati in grado di creare” commenta Sara al termine della conferenza.

Ci sono uomini che dopo questa tragedia hanno cercato di perseguire i colpevoli per fare in modo che ricevessero un giusto processo per le loro azioni infami; nonostante questo però, Becky non porta odio né rancore verso coloro che volevano annientarla, e questo è un  messaggio straordinario”  afferma Stefania.

Casella di testo:  Nicole aggiunge: “E stato commuovente sentire, nella sua testimonianza, il profondo amore che univa Beki a suo padre e a tutta la sua famiglia

Concludendo il suo commosso intervento, la sig.ra Behar ha espresso con forza il suo “no” ad ogni  forma di razzismo, anche quello presente in forma strisciante nella nostra società.

"Sono d'accordo con Becky, quando dice che è difficile integrarsi in una società che ti giudica in base alla provenienza e al colore della pelle" dice Marie, una giovane allieva proveniente dalla Costa d'Avorio, che ha il piccolo privilegio di consegnare un omaggio floreale alla gradita ospite.

Casella di testo:

E’ un messaggio unico  quello che oggi tutti noi  abbiamo ricevuto – commenta il Dirigente Prof. Valeriano Dell’Era – la memoria dell’orrore è in qualche modo legata a quella dell’amore, alle tante piccole storie di solidarietà e  di aiuto che hanno contrastato la forza devastante dell’ideologia e dell’interesse”

 

Il tempo passa in fretta e viene il momento di congedarsi,  e Becky riceve l’abbraccio commosso di tanti allievi che le si stringono interno per dire con i fatti, quando è difficile trovare le parole, che i giovani sono dalla sua parte, quella di chi non è stato sopraffatto dall’orrore ma ha fatto della memoria una forza, di civiltà e di umanità.

 

 Gli allievi della classe IV sez. S

Prof. Mario Armanni