Oggi parliamo di usura e gioco d'azzardo
Lezione agli studenti del Bermani in collaborazione con la D.I.A. e con l’Osservatorio Regionale sul Fenomeno dell’Usura di Torino.
Progetto di educazione alla legalità
Da molti anni ormai l’Istituto “Bermani” ha attivato il progetto di educazione alla legalità.
Educare alla legalità significa insegnare l’osservanza costante della legge, osservanza che non ammette eccezioni o intermittenza, osservanza che richiede la conoscenza e la comprensione della legge. La nostra società deve affermare valori veri e portanti, quale la cultura della legalità.
I giovani invece sono oggi bersagliati da continui messaggi di invito al consumo, alla conquista facile del successo e del benessere, spesso per molti il denaro è il principale obiettivo a cui tendere. E’ quindi necessario educare i giovani all’uso responsabile del denaro, a riconoscere e selezionare i propri bisogni e desideri rapportandoli ai mezzi economici di cui dispongono. Fondamentale in tal senso è il ruolo della famiglia e della scuola. Questo è un presupposto per evitare un domani di cadere nelle rete degli usurai o nelle insidie del gioco d’azzardo.
L’usura è una piaga della società per l’economia, la finanza, le istituzioni, la morale, il vivere civile. L’usura è un reato dietro cui spesso agisce la criminalità organizzata per realizzare elevatissimi profitti, per riciclare denaro sporco, per ottenere il dominio del territorio appropriandosi delle attività produttive.
Dal 1998 collaboriamo con l’Osservatorio Regionale sul fenomeno dell’usura di Torino.
Questa collaborazione per noi è molto preziosa, perché in questi anni abbiamo avuto la possibilità di realizzare insieme un filmato informativo sull’usura distribuito in tutte le scuole superiori piemontesi, di partecipare o organizzare conferenze ad alto livello con relatori quali il Procuratore Nazionale Antimafia dott. Pierluigi Vigna, l’allora Sostituto Procuratore di Torino dott.ssa Teresa Benvenuto, l’esperto dell’Osservatorio sull’usura prof. Antonio Rossi.
Quest’anno l’Osservatorio ci ha fornito l’opportunità di essere prescelti per una iniziativa prima in Piemonte, ma molto probabilmente in Italia, che ha visto salire in cattedra gli investigatori della D.I.A. di Torino, i quali hanno coinvolto gli alunni in una appassionante lezione su usura, estorsione, criminalità organizzata, spiegando le tecniche investigative adottate e facendo ascoltare le intercettazioni di telefonate realmente avvenute tra usurai e usurati.
La responsabile del Progetto di Educazione alla legalità
prof.ssa Anna Maria Mariani
Relazione delle alunne della classe 3^C
Per la prima volta in Italia la D.I.A. – Direzione Investigativa Anti-mafia ha svolto una lezione sul reato di usura, sul gioco d’azzardo e sulla mafia in un istituto scolastico.
Il giorno 17 Febbraio 2005 alcuni rappresentanti della DIA di Torino si sono recati nella nostra scuola ITPA Bermani. La lezione è stata tenuta dal dott. Claudio Cracovia, capo del centro operativo DIA di Torino, dal dott. Michele Sole capo settore del centro operativo DIA di Torino e dal dott. Antonio Rossi esperto dell’osservatorio regionale sul fenomeno dell’usura di Torino. Le classi presenti erano tutte le terze.
La DIA ha come obbiettivo di investigare contro la criminalità organizzata e opera in tutta Italia.
Il consiglio regionale del Piemonte è impegnato in prima linea nel contrasto dell’usura. Il primo atto in tal senso è dato dalla costituzione dell’Osservatorio Regionale sul fenomeno dell’usura nel 1996, proprio con lo scopo di informare e sensibilizzare i cittadini e le istituzioni piemontesi sulla gravità del fenomeno.
L’usura è un accordo illecito tra due persone per il quale l’usuraio presta denaro all’ usurato il quale dà al primo interessi usurari, oltre alla restituzione del capitale. Gli interessi sono usurari quando eccedono la misura dei “tassi soglia” fissati trimestralmente dal Ministro del Tesoro e pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale.
Si stima che il tasso di interessi praticato dagli usurai si aggiri intorno al 150% annuo. L’usura è un reato molto diffuso, che spesso rimane nascosto a causa dell’omertà e del silenzio delle vittime.
L’usura non è praticata solo dai singoli, ma dietro questo fenomeno si nasconde spesso la criminalità organizzata, la quale utilizza l’usura e il gioco d’azzardo come metodi per “lavare” denaro sporco acquisito illegalmente. Le vittime sono persone o società che necessitano di un prestito in tempi brevi e che spesso non vengono reputate dalle banche soggetti affidabili, perché non in grado di fornire idonee garanzie. Le vittime vengono captate, quelle prescelte sono appunto coloro che necessitano di liquidità in tempi ristretti. Gli usurai sorvegliano l’attività economica , a rischio di fallimento, della vittima, ne fanno precipitare la condizione patrimoniale, ne influenzano la volontà, così che la vittima si trova costretta ad accettare il loro “aiuto”. A questo punto gli usurai chiedono il rientro del credito in brevissimo tempo con un interesse elevatissimo. Se necessario esercitano pressioni fisiche e intimidazioni sulla vittima. Quindi estorsione e usura sono strettamente legate fra loro.
Gli usurai sfruttano frequentemente lo stato di bisogno delle vittime e questa condizione in sede giudiziale è considerata un’aggravante.
Lo scopo dell’usura è il lucro, cioè realizzare profitti moltiplicandoli.
Quando vittime sono le imprese spesso esse sono costrette a cedere i propri titoli agli usurai.
In questo modo la criminalità organizzata s’impossessa dell’azienda minimizzando le spese e falsando il mercato della libera concorrenza.
Tra le tecniche d’investigazione utilizzate per contrastare l’usura hanno grande rilievo le intercettazioni telefoniche ed ambientali. Il caso preso in esame nel corso della lezione della DIA vedeva una finanziaria priva di clienti, ma con un enorme movimento di Euro, per la quale i “recuperatori di credito” picchiavano e intimorivano le vittime. Il tutto testimoniato dalle intercettazioni telefoniche che abbiamo potuto ascoltare.
Anche il gioco d’azzardo è spesso gestito dalla criminalità organizzata ed è collegato all’usura. Nei pressi dei casinò operano gli usurai, come è stato provato in un caso di S.Vincent; anche con il gioco d’azzardo, come con l’usura, viene lavato il denaro sporco, oltre ad ottenere grandi profitti.
Alcuni giochi d’azzardo sono autorizzati o controllati o gestiti dallo Stato, come le lotterie e i concorsi con totalizzatori quali il totocalcio, il totogol, il totip, ecc…, altri sono permessi in circostanze particolari, ad esempio nei casinò; in parallelo prolifica il gioco illegale, come totonero, bische clandestine, scommesse illegali, ecc. L’articolo 718 del codice penale sancisce che chiunque tiene un gioco d’azzardo in luogo pubblico o aperto al pubblico o in circoli privati commette reato; la legge punisce chiunque nelle stesse circostanze prenda parte al gioco. Costituiscono aggravanti la tenuta abituale di una casa da gioco, la rilevanza delle poste, la partecipazione di persone al di sotto dei 18 anni. Il denaro puntato è oggetto di confisca.
A cadere nel vizio del gioco d’azzardo sono il 56 % degli strati sociali medio – bassi, il 47 % di quelli più poveri e il 66 % dei disoccupati. Preoccupante è l’abbassamento della soglia d’età dei giocatori; molti dei nostri coetanei sono affascinati dai videopoker e dai giochi d’azzardo on line.
Per molti il gioco d’azzardo è un mezzo per soddisfare sogni impossibili, per superare frustrazioni sociali, un vizio irrazionale e senza freni.
Alessandra di 3^B
Giovedì 17 febbraio 2005,le classi 3^ dell’ Istituto Alessandro Bermani, si sono riunite in Aula Magna per partecipare alla conferenza: “Oggi parliamo di usura e gioco d’azzardo”.
A gestire la conferenza il prof. Antonio Rossi (esperto dell’Osservatorio Regionale sul fenomeno dell’usura) e il Dr. Michele Sole (capo settore del Centro Operativo di Torino della Direzione Investigativa Antimafia).
Hanno inoltre collaborato per la DIA: il dottor Claudio Cracovia (Capo del Centro Operativo di Torino), il dirigente Libertino Scivolone (del Settore Organismi Consultivi).
Inizialmente sono state trattate problematiche riguardanti l’analisi economica, sociale e finanziaria dell’usura, successivamente sono state riportate intercettazioni telefoniche ed ambientali di persone coinvolte.
Noi ragazzi siamo stati decisamente colpiti dall’ampiezza del fenomeno e soprattutto dalle testimonianze ascoltate.
Tutto questo potrebbe servire a farci riflettere su
come non farci coinvolgere in prima persona in tali
fenomeni così dannosi per noi stessi e per la nostra
società.
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