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Le battaglie di un poeta
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La conferenza stampa
di oggi porta a conclusione un lungo lavoro, iniziato nel passato anno scolastico,
che ha visto il suo culmine nel convegno del 24 maggio quando gli studenti dell'Istituto,
autorità e cittadini novaresi hanno potuto ascoltare, dalla viva voce
di quanti l'hanno conosciuto, le esperienze politiche e culturali che hanno
caratterizzato l'impegno di Bermani.
Oggi è anche l'occasione per ringraziare quanti hanno collaborato all'iniziativa;
la Provincia nella persona dell' assessore all'istruzione Prof.ssa Turchelli
per il contributo economico che ha consentito la realizzazione del volume, Mario
Giarda per i consigli, il lavoro di redazione e il supporto organizzativo, Mario
Finotti per la grafica, le fotografie il sapiente critico contributo all'organizzazione
del convegno, tutti i relatori per la disponibilità, l'impegno la ricchezza
culturale che hanno saputo trasmettere ai nostri giovani studenti; un grazie
anche a tutto il personale della scuola ed in particolare alla direttrice amministrativa
Marisa Borando per l'infaticabile lavoro organizzativo, i consigli ed il supporto
che non ha mai fatto mancare.
Il volume che oggi
viene presentato consta di due parti; una più corposa contenente la trascrizione
degli interventi dei relatori ed una molto ridotta che offre qualche spunto
conoscitivo sulle origini e sul presente dell'Istituto Bermani.
Nella prima parte trovano spazio importanti contributi dati da collaboratori,
colleghi politici, personalità del mondo della cultura che arricchiscono
la conoscenza di Bermani nelle diverse sfaccettature della sua ricca personalità.
Cesare Bermani racconta il padre battagliero e romantico proponendo testi poetici
inediti e immagini fotografiche del ricco album familiare.
Marco Rosci ci rende partecipi dei suoi incontri con Bermani intellettuale,
fin da giovane partecipe alla vita culturale ed artistica della città
di Novara.
Ezio Leonardi presenta il Bermani come sindaco vicino alla gente e lontano dalla
bassa politica illustrando alcune delle vicende che gli hanno consentito di
apprezzare la sua profonda umanità.
Meneghetti, architetto ed urbanista, rende testimonianza di un sindaco che negli
anni cinquanta-primi sessanta adunava in sé il miglior spirito della
città: spirito che gli consentì di vivere da positivo protagonista
quell'importante stagione di scelte.
Rosario Muratore, mediante una sapiente lettura storica degli eventi politici
caratterizzanti la vita di Novara agli inizi del '900, tratteggia la figura
di Bermani erede dei grandi amministratori socialisti.
Orlando Foglio parla di Bermani legale della Camera del lavoro dal '45 al '56,
del suo disinteresse per il denaro, mezzo e non fine, nella realizzazione dei
propri ideali soffermandosi particolarmente sul ruolo da lui svolto nella approvazione
dello Statuto dei Lavoratori.
Il volume è stato stampato in 1000 copie verrà distribuito gratuitamente alle persone interessate che ne faranno richiesta alla segreteria dell'Istituto Bermani.
Novara, 19.01.2006

Alessandro Felice Ercole
Bermani nasce a Novara il 23 ottobre 1906 da Olimpia Mancini, maestra elementare,
animatrice della "Università Popolare Novarese" e fautrice
del voto alle donne, e da Giuseppe Ernesto, ufficiale di cavalleria, liberale,
dalle idee quasi radicali e coerente antifascista. Sandro Bermani, più
che dal padre, ha ereditato nome e professione dal nonno paterno, avvocato di
grido, consigliere comunale e provinciale.
Poco dopo la nascita, Sandro e la sua famiglia, da Piazza del Rosario,si trasferirono
nella villa "Olimpia" di via XXIII Marzo. Negli anni della gioventù
se ne andava nella vicina Piazza d'Armi per giocare alla lippa, frequentava
i circoli operai e le osterie di Porta Mortara, parlava regolarmente in dialetto
e giocava a bocce, passioni queste che lo accompagneranno per tutta la vita.
A questo ambiente, alla periferia della città, ai giochi e alle persone
si ispireranno molte delle sue poesie. Sandro viveva in un ambiente provinciale
sì, ma anche aperto alle tematiche sociali, alla cultura e alla musica,
studiava pianoforte e poi fisarmonica (altre due passioni costanti della sua
vita), ascoltava affascinato la musica jazz, si informava sull'Avanti. Per toglierlo
dalla strada e dalle "cattive compagnie", gli fecero frequentare il
Circolo Regaldi dove imparò a giocare a football: fece parte, prima della
società sportiva "Aurora", poi della "Libertas",
della quale diverrà capitano, ed infine delle riserve del "Novara".
In quel periodo (inizi Anni venti) frequentò il Liceo Classico e, successivamente,
l'Università (1924) a Milano dove ebbe termine la sua carriera calcistica
per intervento del padre (troppo scarsi i risultati...negli studi), mentre continuava
il suo interesse per il tennis; negli Anni cinquanta fece ancora qualche "uscita"
in campo come portiere in incontri tra avvocati e magistrati, quando già
era sindaco di Novara.
Bermani ebbe, dopo lo sport e la politica,un'altra passione: la poesia. Già
da studente del Liceo,produceva testi poetici come la madre, la zia e il fratello
Mario.
L'Istituto per Periti Aziendali di Novara, divenuto autonomo nell'anno scolastico
1977/78, venne intitolato ad Alessandro Bermani nel 1982, per decisione del
Consiglio di Istituto.